Tutorial Astrofotografia Dalla Città

 

Tutorial Astrofotografia Dalla Città

 

Lorenzo Sestini and Mauro Cantini 

 

Sappiamo tutti quanto la vita è diventata frenetica,e mi domando come facevo anni fà ad uscire sempre,portandomi appresso una montagna di roba,nei luoghi osservativi non inquinati.

Ancora oggi andiamo spesso nei nostri luoghi di osservazione privilegiati, ma perche non spingersi oltre e farlo comodamente da casa? Fino a pochi anni fa era impensabile, ma da quando ho conosciuto i filtri interferenziali mi sono ricreduto. Considerate che parleremo della resa sulle reflex e non sulle camere ccd.

Resta come dogma non confutabile , che un buon cielo scuro e lontano da fonti di inquinamento luminoso non è sostituibile da nessun strumento palliativo, ma la foto “ cittadina “ può diventare un buon compromesso nella considerazione preventiva di quello che si puo’ ottenere a posteriori, e regalarci risultati molto soddisfacenti.

In questo articolo tratteremo alcuni vari test “a portata di tutti”effettuati nelle varie occasioni, portando anche degli esempi fotografici di confronto.

Sono il presidente dell’associazione Gruppo Astrofili Arezzo e il responsabile di www.arezzometeo.com di cui dedico moltissime ore settimanali del mio tempo. Qui ovviamente non parleremo della mia associazione ne tanto meno del meteo, anche se è una fondamentale per noi astrofili.Mi limiterò a postarvi i nostri siti : www.arezzoastrofili.it per conoscere la nostra associazione e arezzometeo per conoscere il meteo della nostra e vostra zona.Infatti troverete all’interno del sito moltissime sezioni quali,satellite,modelli per crearvi la vostra previsione e molto altro.
Nel cammino associativo ho avuto l’onore di spiegare e fare avvicinare moltissimi astrofili alla mia passione,anni fà però ho conosciuto un astrofilo, che come me, amava l’astrofotografia, ma che si era avvicinato ad ed essa partendo direttamente con esperienze ” cittadine ” . Rimasi stupito, non dai soggetti delle foto astronomiche ( soggetti comuni e molto riproposti ), ma dalla qualità ottenuta in relazione al sito da dove le aveva fatte!
Il suo nome è Mauro Cantini e con lui abbiamo lavorato per buttare giù queste righe. Assieme a Mauro Cantini ci siamo completati.Nella nostra associazione,oltre che me e lui ci sono molti astrofotografi,e assidui osservatori,tutti però abituati a recarsi nei nostri siti migliori per l’osservazione e fotografia.
Mauro, per la prima volta lo invitai a fare una fotografia a 1400 mt con cielo terso e limpido, lui invece mi ha portato per la prima volta nel suo balcone di casa, pieno di lampioni a fotografare. Nel primo momento mi veniva da ridere, e non lo nascondo, lo davo quasi per pazzo, ma poi dopo avere visto l’anello di Barnard attorno a Orione uscito fuori già alla prima foto con tutto quel cielo giallo, rimasi letteralmente a bocca aperta.Feci conoscere Mauro a tutta l’associazione facendogli organizzare dei suoi meeting suoi personali e portando le sue esperienze in campo astrofotografico dal balcone.Da ora è un socio attivissimo.
Certo,non lo nascondo,quando possiamo prendiamo il tutto e facciamo come ai vecchi tempi,andiamo dove il cielo ha ancora la sua bellezza visiva,ma sapete tutti quanto sia divertente fotografare comodamente da casa. Magari con le pantofole. Quindi il consiglio che vi posso dare e di trovare un angolo della vostra casa con una porzione di cielo libera. State attenti ai riflessi che possono uscire fuori nelle vostre foto,dovute dai lampioni più fastidiosi. Se state pensando di costruirvi un angolino nella vostra abitazione “inquinata” optate per un riflettore,avendo lo specchio in fondo al tubo avrete meno problemi di riflessi,che invece si possono proporre con i rifrattori.Inoltre se non vedete la polare per stazionare,nessuno problema,ci sono altri sistemi di puntamento,quali il sitema di bigourdan o con i nuovi dispositivi eletronici presenti nelle moderne montature.Sul web ci sono tantisssimi siti per documentarsi.
Dopo vari anni all’interno del sito di arezzoastrofili abbiamo creato un progetto,chiamato AFC (astrophotography From City) dove invitiamo tutti a mettere i risultati ottenuti da siti inquinati.
Nel cammino della realizzazione cercheremo,anche grazie al vostro contributo,di ampliare i tutorial e le foto all’interno del progetto. Basta mandare una mail a presidente@arezzoastrofili.it con foto e didascalia per vedere la foto pubblicata all’interno del sito.Potete anche riportare le vostre esperienze,saremo grati nel pubblicarle immediatamente.Si accettano oltre che le immagini anche dei brevi consigli da pubblicare come articolo sul sito.

Postiamo una foto di noi.

Mauro cantini e quello solo, l’altro io con moglie.

Passiamo alla bellissima vista “si fa per dire” di Lampioni nei nostri siti osservativi.

 

Mentre più in dettaglio i nostri osservatori al lavoro

 

 

Parliamo un attimo di questi filtri più accuratamente:

I filtri usati, sia in visuale che in astrofotografia, si definiscono interferenziali in quanto interferisconocon il cammino ottico del raggio luminoso deviandone il percorso. In questo modo si ha una variazione sia della quantità che della lunghezza d’onda , della luce che entra in un dispositivo ottico.

I filtri interferenziali sfruttano il fenomeno dell’interferenza ottica per trasmettere o riflettere un determinato campo spettrale di radiazioni elettromagnetiche.
Si ha interferenza quando due o più onde coerenti con analoga lunghezza d’onda ed il medesimo stato di polarizzazione si sovrappongono, si sommano e si compensano vicendevolmente a seconda della posizione di fase e dell’ampiezza d’onda e delle forze elettriche in campo.

Un filtro interferenziale è essenzialmente una cavità Fabry-Perot realizzata con tecniche di deposizione in vuoto, e consiste in due specchi altamente riflettenti (realizzati alternando materiali ad alto e basso indice di rifrazione) separati da uno strato di dielettrico (aria, vetro o altro); questa struttura è definita cavità.
Quando una radiazione luminosa colpisce la superficie del filtro si verificano riflessioni multiple all’interno dello specchio tali da creare interferenza costruttiva e distruttiva.
Variando lo spessore dello stato dielettrico e/o numero degli strati riflettivi, si può alterare la lunghezza d’onda centrale del filtro e la larghezza di banda, ed ottenere così un’ampia varietà di filtri con differenti caratteristiche spettrali.

Abbiamo fatto numerosi test,e prima di guardare la foto di confronto vi diciamo subito i nostri strumenti di ripresa.Camera canon 350d filtro baader, canon 1100d full spectrum,canon 450d filtro baader.Devo dire che ero scettico sull’utilizzo della camera full spectrum ma grazie a Stefano di Artesky,che insisteva di modificarla in quel modo vi consiglio ora io a voi di non modificarla con il baader ma di togliere tutti i flitri presenti e utilizzare un filtro interferenziale.Ricordate che senza filtri,se non montate nessun accessorio il cielo deve essere nero!In questo caso la camera funzionerà in modo fantastico,nel caso invece la utilizzerete senza nessun filtro da un cielo inquinato la camera acquisirà tutti le fonti di inquinamento luminoso rendendola inutilizzabile.Ho notato una maggiore sensibilità e cattura di piccoli dettagli rispetto alla baader.Insomma se scelto il fitro giusto,non vi deluderà!
Guardate questo confronto con e senza filtro nella costellazione di orione dove cerco di riprende il famoso anello di Barnard.Considerate che ho eseguito la foto nella postazione nel centro cittadino.
Camera 1100d full spectrum filtro uhc eos clip,obiettivo canon 50mm f1.8 chiuso a f4.

foto entrambe 180secondi di esp.f4 obiettivo 50mm

Per quanto riguarda le nostre esperienze dirette , possiamo affermare questo : Mauro, fotografando dal suo terrazzo con un cielo di magnitudine limite 2,5 – 3, ha notato che i migliori risultati sulla riuscita della foto, sono ottenuti fotografando i soggetti alla massima altezza di a.r. possibile ( nel caso specifico dai circa 60° fino al massimo 40 – 35 °). Ovviamente questo è dovuto al fatto di evitare il piu’ possibile l’influenza della ” cappa “lattiginosa di IL che permane costantemente al di sopra dei centri abitati. Questo comporta di avere però a disposizione una ” finestra temporale fotografica ” limitata ( al massimo 2- 2,5 ore ), che qualche volta impone di ritornare sul soggetto in varie sessioni. L’ uso di filtri interferenziali richiede inoltre un allungamento dei tempi di esposizione e quindi di avere a disposizione una buona montatura e ovviamente fare un corretto puntamento alla Polare. Per quanto riguarda la qualità dei filtri testati, Mauro ha avuto ha disposizione il filtro UHC Astronomik, che risulta molto selettivo ed efficace anche in presenza di forte inquinamento luminoso, ma con il difetto ( comunque recuperabile in fase di elaborazione ), di lasciare l’istogramma abbastanza sbilanciato. Ha poi fotografato per molto tempo con il mitico Hutech LPS P 2, comperato proprio per ovviare al non equilibrio cromatico dell’UHC. In effetti la qualità del filtro è ottima, ma sicuramente è un poco piu’ “aperto ” dell ‘ UHC, costringendo ad effettuare pose piu’ corte. Da poco tempo Mauro è passato al filtro Hutech V4, uno dei piu’ chiusi che si trovano sul mercato,prima di passare al ” banda stretta “. E’ sicuramente molto soddisfatto in quanto riesce a non saturare la foto dal suo sito anche con sette/ otto minuti di esposizione, cosa molto utile per ottenere dettagli piu’ fini. Diciamo per inciso che la cosa ottimale e definitiva per fotografare da siti molto inquinati, come quello di Mauro, sarebbe fotografare con i filtri a banda stretta, ma per motivi di praticità questa scelta non è stata ancora fatta. Mauro al contrario di me ha optato per l’acquisto di filtri da 2 ” , che possono ritornare utili anche con l ‘impiego di camere CCD, come la nuova arrivata QHY8 L.
Dovete capire cosa avrete intenzione di farci.Io per esempio ho optato per i clip perche faccio molto uso di obiettivi,che con i filtri a 2 pollici non possiamo usare.Tenete presente,sempre i filtri clip,non possono essere utilizzati con ottiche canon ef-s a grande campo,ma solo con ottiche ef.L’ottica originale il classico 18-55 che vendono in kit con le maggiori canon non potrà essere avvitato nella camera.Vi batterà nel filtro!
Pensate se volete fare una bella via lattea,i filtri da 2 pollici non vi saranno utili.
Posso aggiungere che i filtri eos clip possono essere rimossi con facilità con un piccolo oggetto a punta o con le semplici unghie. Prestate sempre attenzione tenendo la reflex verso il basso e avendo cura di stare sopra un tavolo. Il filtro si tiene male in mano,ha poca cornice e quindi,già sarete tesi per l’operazione che farete,in più per la paura di non fare delle ditate sul filtro sarà facile che vi cadrà a terra. Prestate attenzione.
Nella mia esperienza posso dirvi che se avrete un cielo mediocre,con una magnitudine di 4,5-5,0 potete optare per il cls,è un filtro che funziona molto bene da cieli mediamente inquinati.Mentre uhc,funziona molto meglio da cieli inquinati con magnitudine 2.5-3.5.Chiude molto di più.Considerate i tempi che si allungano mi raccomando.
Non sconsolatevi se avete Nikon,i clip sono usiciti anche alcuni modelli per il suddetto marchio.
Passiamo all’ultimo dettaglio,l’elaborazione.Il problema principale come abbiamo detto sarà il bilanciamento cromatico,risolvibile con moltissimi programmi fotografici,ma la cosa principale saranno i gradienti!Quelli li troverete in quantità industriale,se fotografate da cieli pessimi.Io personalmente trovo molto utile eliminarli con Astroart5,su filtri,rimuovi gradiente,lineare+vignettatura.Molto potente anche la rimozione di Iris,il programma gratuito in rete.Quest’ultimo lo utilizzo in modo assiduo,mi piace molto anche se è complicato.Rimane il più gettonato il software pixinsight che ha dei tool appositi.
Vi promettiamo di fare degli aggiornamenti,aspettiamo nel sito altre considerazioni e maggiori test.Ci dispiace dirlo ma questo sarà il futuro,i filtri.Le luci delle città continuano ad aumentare nonostante le crisi.Inoltre si i vede sempre più spesso montare le lampade a led,non sono ancora risucito bene a capire se la luce di questa emissione venga filtrata nel modo giusto come quella del sodio e mercurio.La cosa positiva che vedo in giro sempre più lampade a norma.Dal male nasce anche il bene,e se in alcuni paesi riescono a fare andare l’acqua all’insù,credo che in futuro riusciremo ad avere anche dei filtri con maggiori prestazioni,facendoci fotografare anche dal centro di Milano.Già in molti ci riescono,ma credo che si possa ancora migliorare.
Il rammarico rimane,dato che sono pure un assiduo visualista,di non vedere il cielo che ero abituato a vedere da piccolo!Ogni anno che passa la situazione peggiora sempre di più!

Vi lascio con alcune immagini realizzate da me e da Mauro nei nostri siti “inquinati”,cercando di ottenere ancora delle immagini migliori in futuro.

Le tre foto sotto sono le mie. Lorenzo Sestini con filtro uhc

E per finire le 3 foto di Mauro Cantini